In casa nostra apriamo un rubinetto e l’acqua arriva. Limpida, sicura, disponibile in ogni momento: per bere, cucinare, lavarci…È un gesto talmente quotidiano che spesso dimentichiamo cosa rappresenti davvero: salute, dignità, possibilità stessa di vivere.
Eppure ciò che per noi è scontato, in molte zone del mondo resta un privilegio. In Kenya, come in altri Paesi del Sud del mondo, l’acqua pulita non è un diritto garantito, ma un bene prezioso e troppo spesso fuori portata. La sua mancanza condiziona ogni aspetto della vita quotidiana: senza acqua pulita non ci sono cure sicure, parti sereni, ferite disinfettate, mani lavate prima di un intervento. Manca, in una parola, la salute. E i primi a farne le spese sono i bambini che, molto spesso malnutriti, contraggono gravi infezioni intestinali, con conseguenze mortali.
A Sirima, fino a poco tempo fa, erano soprattutto le donne a percorrere lunghi tratti per raggiungere il fiume e raccogliere l’acqua per le proprie famiglie. La stessa acqua del fiume arrivava anche al St. Joseph Hospital, l’ospedale che da anni si prende cura delle donne, delle future mamme e dei bambini della comunità.
Queste immagini raccontano, più di mille parole, cosa significhi vivere senza un accesso sicuro all’acqua.

È proprio per cambiare questa realtà che è nato “Non c’è acqua da perdere”, un progetto che, come sapete, ha preso vita grazie alla generosa donazione del signor Aldo Vanoli.
Le cisterne per la raccolta dell’acqua piovana hanno trasformato la quotidianità, non solo dell’ospedale: oggi l’acqua è lì, a portata di mano. Si può bere, si può usare per lavare le lenzuola delle degenti, per garantire condizioni igieniche durante i parti e gli interventi chirurgici, per assicurare cure più sicure a chiunque varchi le porte dell’ospedale.
Sono cambiamenti che dall’Italia possono sembrare piccoli, quasi invisibili. Ma per chi li vive ogni giorno fanno una differenza enorme. E nessuno può raccontarlo meglio di loro.
E poi c’è Grace, con il piccolo Alpha tra le braccia, nato al St. Joseph, dove il progetto “Prendiamoci cura della vita” continua a tutelare la salute delle mamme e dei bambini di Sirima.
Grace racconta l’importanza di essere accolti in un luogo dove il personale è gentile, attento, preparato e dove oggi, grazie alle cisterne, anche l’acqua è finalmente una certezza!
Dietro ogni goccia che oggi scorre al St. Joseph Hospital, dietro ogni mamma che riesce ad abbracciare il proprio bimbo o bimba appena nato ci sono il gesto e la generosità di ogni nostro donatore.
Grazie per tutto ciò che avete fatto e continuate a fare!
